Fisioterapia: Terapia fisica e strumentale
La fisioterapia strumentale è la branca della medicina riabilitativa che utilizza a scopo terapeutico le energie fisiche per la cura dell’apparato locomotore e neuro-muscolare. Si serve di apparecchiature elettromedicali che trasferiscono al paziente l’energia prodotta nelle forme più diverse.
L’impatto di queste energie sui tessuti genera una catena di reazioni biologiche che si traducono in specifici effetti terapeutici quali: azione antinfiammatoria e antalgica, attivazione del microcircolo e quindi del metabolismo locale, drenaggio di edemi e versamenti, azione decontratturante sul muscolo, aumento dei processi di cicatrizzazione e recupero tissutale, ecc…
Grazie alle sue proprietà, e secondo i casi e la prescrizione medica, la fisioterapia strumentale può essere applicata da sola o rientrare in un programma più completo di rieducazione motoria , andando così ad affiancare sinergicamente massaggi terapeutici, mobilizzazioni articolari, rieducazioni funzionali e rinforzo muscolare.
Le energie fisiche di cui ci serviamo nel nostro centro sono:
Tecar

Il primo effetto di questa apparecchiatura è sui flussi ematici e linfatici con migliore ossigenazione tissutale, riduzione degli effetti dell’infiammazione e sul drenaggio linfatico.
Con la tecar terapia si possono trattare la quasi totalità delle problematiche muscolo scheletriche, ovviamente ogni patologia ha un protocollo di trattamento specifico, per esempio non si può pensare di trattare allo stesso modo una patologia traumatica acuta (es. contusione) ed una degenerativa cronica (es. artrosi). Risulta fondamentale per ottenere il risultato migliore che la tecar terapia sia eseguita da un operatore specializzato, formato nei vari corsi e continuamente aggiornato per mezzo sia di corsi che nella pratica quotidiana.
Il trattamento tecar per il paziente è piacevole poiché si abbina alla manualità del terapista l’effetto di riscaldamento dei tessuti che la tecar induce. Il trattamento tecar generalmente ha una durata minima di circa 30 minuti, questo tempo può variare in più o in meno in relazione alla patologia ed al distretto da trattare.
I campi di applicazione della tecar terapia :
Come detto in precedenza la tecar terapia ha un campo di applicazione vastissimo, cercando di riassumere il suo utilizzo nello specifico della traumatologia e della riabilitazione le principali applicazioni si possono riassumere qui:
Artralgie di varia natura sia reumatica che degenerativa (epicondiliti,gonalgie con o senza versamento,miositi,poliartriti,sciatagie,lombaggini)
Traumatologia generale (distorsioni articolari, tendiniti, tenosinoviti croniche,stiramenti muscolari, ecchimosi,borsiti, entesiti,strappi muscolari, fenomeni artrosici, patologie da sovraccarico, postumi traumatici….)
Riabilitazione motoria post intervento chirurgico,post rimozione di gessature o fasciature rigide.
Una citazione a parte merita la tecar terapia nel trattamento dell’artrosi, qualsiasi sia il distretto interessato. Ovviamente l’artrosi non si può “guarire” (nel senso che essendo una patologia degenerativa non la si può fare regredire), ma un trattamento tecar ripetuto a cicli nella quasi totalità dei casi migliora nettamente la sintomatologia dolorosa, addirittura facendola sparire in una grande percentuale dei casi trattati, soprattutto in abbinamento ad altre azioni (es.: calo ponderale, ginnastica specifica, ecc.).
Laser (Yag e CO2)
Il termine laser è derivato dalle iniziali delle parole inglesi “LIGHT AMPLIFICATION BY STIMULATED EMISSION OF RADIATION” ( amplificazione della luce mediante emissione stimolata di radiazione ), e la caratteristica principale di questa terapia è proprio quella di sfruttare gli effetti biostimolanti dell’energia che arriva ad un alta intensità su una superficie molto piccola.
I laser si classificano in base alla potenza, ad esempio quelli a elio-neon o diodo semiconduttore sono a bassa potenza o soft-laser, mentre altri come ad esempio quelli NdYag (Neodimio Yag) o CO2 sono ad alta potenza o power-laser.
La nostra struttura è dotata di due tipi laser, CO2 e NdYag, che vengono usati in base alla patologia da trattare, infatti hanno caratteristiche diverse che andremo a descrivere:
Il LASER NdYag è un particolare tipo di laser che sfrutta l’effetto fotochimico (stimolazione luminosa che va ad accelerare il metabolismo a livello cellulare) , fotomeccanico (pressione esercitata dall’impatto dei fotoni emessi dalla sorgente luminosa sulla superficie del tessuto ) e fototermico (aumento della temperatura del tessuto con maggior afflusso di sangue e ossigeno) della luce laser con lunghezza d’onda di 1064 nm, per trasferire energia ai tessuti, andando così a ristabilire l’equilibrio energetico compromesso. Il flusso di questo laser ha una capacità di penetrazione di 5-6 cm e va a provocare delle modificazioni biochimiche a livello della membrana cellulare, che portano ad una riattivazione e alla stimolazione del metabolismo delle cellule con effetti:
– analgesico: diminuzione del dolore dovuta, sia all’innalzamento della soglia di attivazione dei nervi periferici, che al rilascio di endorfine per stimolazione del sistema neurovegetativo.
– antinfiammatorio: conseguenza dell’effetto fototermico, che provoca un aumento localizzato della temperatura con conseguente vasodilatazione distrettuale e aumento del flusso ematico che porta ad un maggior apporto dei fattori antinfiammatori e alla velocizzazione del metabolismo cellulare.
– linfodrenante: per stimolazione del microcircolo, attraverso il micromassaggio generato dall’effetto fotomeccanico, che porta ad una modificazione della pressione idrostatica all’interno dei capillari con conseguente riassorbimento dell’edema e diminuzione delle raccolte di essudato e trasudato nella zona di applicazione.
– biostimolante: accelerazione del metabolismo cellulare che porta ad una velocizzazione dei processi riparativi e di cicatrizzazione.
Il laser neodimio yag ha due modalità di applicazione:
– pulsata: quando il fascio luminoso viene emesso in maniera intermittente permettendo di andare a trattare in maniera più mirata le zone maggiormente dolorose ed infiammate. Questo tipo di modalità, che ha effetto prevalentemente antidolorifico, viene eseguita in maniera puntata con una potenza che varia dai 6 agli 8 watt e si avverte una sensazione di calore e/o pizzicore che aumentano in maniera progressiva.
– continua: quando il fascio luminoso viene emesso invece senza intermittenza, viene eseguita a scansione su tutta l’area da trattare ed è piacevole per il paziente che avverte solo una sensazione di calore non eccessiva. QQQuesta modalità ha maggior effetto antinfiammatorio e utilizza potenze più elevate (fino a 25 watt) rispetto a quella pulsata.
Durante la seduta di trattamento si utilizzano tutte e due queste modalità in modo da garantire un lavoro completo per la risoluzione della sintomatologia.
Il laser yag per la sua praticità ed efficacia nella risoluzione del dolore e nella ricostruzione dei tessuti danneggiati, può essere utilizzato per molte patologie a base infiammatoria o degenerativa sia acute, che croniche a localizzazione articolare, legamentosa, muscolare, tendinea di origine:
– traumatica (distorsioni a livello articolare, lombalgie, tendiniti, borsiti, epicondiliti, stiramenti e strappi muscolari, tenovaginaliti, ulcere e piaghe, entesiti, edemi di varia natura ecc..)
– reumatica e degenerativa (osteoartrosi, polineuropatie, fibromialgia, miositi, sciatalgie, osteocondriti ecc).
La seduta non è invasiva e può essere eseguita con frequenza giornaliera o tri-settimanale a ciclo di 5-10 sedute, ripetibili anche a distanza di tempo, a seconda della gravità della lesione e può essere utilizzato anche in abbinamento ad altri tipi di strumenti fisioterapici come la tecarterapia, il laser CO2 ecc…
La terapia con laser yag è controindicata in caso di tumori, gravidanza (se bisogna irradiare la zona dell’utero), pacemaker (se bisogna irradiare la zona cardiaca o pericardiaca). Durante lo svolgimento della seduta ci si munisce di occhiali protettivi appositi per scongiurare i rischi di lesione che la radiazione laser diretta all’occhio può arrecare.
Il LASER CO2 che utilizziamo alla Fisiokinetica è di tipo definito “a scansione”: la luce laser si ‘disegna’ sulla cute lungo un tratto (fisso o mobile) di superficie cutanea. Viene utilizzata per trattare aree più o meno estese, in base all’ampiezza delle quali si regola l’ampiezza e l’intensità del raggio da utilizzare
Il flusso laser penetra nei tessuti e provoca reazioni biochimiche a livello della membrana cellulare, così da indurre diversi effetti, tra i quali:
effetto analgesico, indotto dall’aumento della soglia della percezione delle terminazioni nervose perfiferiche e dalla liberazione di endorfine per attivazione del sistema neurovegetativo;
effetto antiflogistico, eutrofico e stimolante , dato dall’aumento del flusso ematico dovuto alla vasodilatazione capillare provocata dall’aumento localizzato del calore, che determina un’aumento delle richieste metaboliche e, quindi, l’accelerazione dei processi cellulari;
effetto di drenaggio linfatico, di aumento dell’assorbimento dei liquidi interstiziali, con la conseguente riduzione degli edemi , dovuto alla modifica della pressione idrostatica intracapillare e all’attivazione del microcircolo;
effetto biostimolante dei processi cellulari, che favorisce i processi di riparazione e cicatrizzazione tissutale.
INDICAZIONI
La laserterapia si rivela particolarmente efficace come metodo risolutivo nella terapia del dolore, in caso di disfunzioni di origine miofasciale e nella ricostruzione dei tessuti danneggiati.
Risulta quindi indicata in tutte le forme dolorose a localizzazione muscolare, tendinea, legamentosa, articolare, ad impronta infiammatoria o degenerativa, così come per favorire la cicatrizzazione tissutale.
Alcuni esempi di campi di applicazione della laser terapia :
atralgie di varia natura, sia reumatica che degenerativa (epicondiliti, gonalgie con o senza versamento,miositi,poliartriti,sciatagie,lombalgie);
traumatologia generale (distorsioni articolari, tendiniti, tenosinoviti croniche,stiramenti muscolari, ecchimosi,borsiti, entesiti,strappi muscolari, fenomeni artrosici, patologie da sovraccarico, ulcere e piaghe, postumi traumatici…).
Vantaggi della laser terapia :
La Laserterapia si basa su effetti fotochimici e fotobiologici nelle cellule e nei tessuti. La luce laser stimola i mitocondri della cellula e la ricarica di energia e la “ripara” nel caso di situazioni traumatiche o degenerative, riportando alla norma la cellula stessa.
La laserterapia è indolore, non ha rischi e non è invasiva.
Controindicazioni della laser terapia :
– pazienti con carcinoma sospetto o conclamato;
– irradiazione diretta sull’utero in gravidanza;
– aree di emorragia;
-epilessia.
Non ha altre controindicazioni se utilizzata nelle zone indicate.
Attenzione !!!
Le radiazioni laser dirette all’occhio rappresentano un potenziale rischio per lo stesso.
L’uso di appositi occhiali protettivi (da portare sempre con il laser in funzione) elimina tale rischio.
Numero di sedute
Varia dalle 5 alle 20, in cicli ripetibili, a seconda della gravita’ dell’affezione.
La frequenza delle sedute puo’ essere giornaliera o tri-settimanale.
Ultrasuoni
In campo terapeutico gli ultrasuoni sono ottenuti in modo artificiale sfruttando la proprietà di alcuni cristalli minerali sottoposti all’azione di un campo elettrico di corrente alternata che li porta a dilatarsi e comprimersi emettendo in questo modo vibrazioni.
Queste vibrazioni, applicate mediante un trasduttore in modo perpendicolare o tangenziale al corpo, propagandosi attraverso i tessuti trattati formano delle zone di pressione e delle zone di depressione (effetto cavitazionale), determinando, quindi, un micromassaggio di notevole intensità che agisce in profondità, diminuendo la percezione del dolore e favorendo un’accelerazione del metabolismo cellulare.
Effetti
Principalmente sono tre: meccanico, termico, chimico.
Meccanico : Micromassaggio , che si traduce in un’accelerazione del metabolismo.
Termico : Da questa vibrazione,urto e frizione delle strutture cellulari e intracellulari viene generato del calore; Il calore endogeno prodotto dagli ultrasuoni esplica effetti sulla vascolarizzazione superficiale e profonda, migliorando così la microcircolazione dei tessuti.
Chimici :, eliminazione di gas e distruzione di batteri, il che si traduce in un’azione antinfiammatoria e di disinfezione dei tessuti
Gli Ultrasuoni hanno inoltre uno spiccato effetto fibrolitico e ciò li rende particolarmente efficaci nel trattamento di cicatrici (con o senza cheloidi) e di aderenze tissutali.
L’aumento della permeabilita’ cutanea permette inoltre un migliore assorbimento dei preparati sotto forma di gel, schiuma, pomate, emulsioni.
Mezzi di produzione
Gli ultrasuoni vengono somministrati attraverso delle testine, i trasduttori, che possono avere dimensione e forma variabile. I materiali usati normalmente sono la ceramica e il titanio di bario. Si sfrutta l’effetto piezoelettrico. Gli apparecchi utilizzati in terapia fisica impiegano frequenze da 0, 8 – 1 MHz e la potenza emessa puo’ raggiungere i 3 W.
Gli apparecchi di ultrasuonoterapia sono costituiti da un generatore di corrente ad alta frequenza, un cavo schermato e una testina emittente che di solito viene posta sulla zona da trattare in maniera fissa o mobile (in questo ultimo caso tra la cute e la testina stessa deve essere interposta una sostanza grassa o un gel ).
Inoltre gli ultrasuoni possono essere anche usati in immersione: in questo caso la testina viene immersa in acqua insieme alla zona da trattare. Questa applicazione è particolarmente indicata per la cura di zone corporee di dimensione limitata ma superficie irregolare, come mani e piedi, per permettere una penetrazione omogenea dell’irradiazione ultrasonica.
Effetti:
-un micromassaggio meccanico che migliora il dolore (azione antalgica) e favorisce il rilassamento di muscoli contratti (azione decontratturante)
-un effetto termico che migliora la microcircolazione e determina uno stimolo metabolico circolatorio.
-un effetto chimico, che favorendo gli scambi nei tessuti cura l’infiammazione e li disinfetta (azione analgesica e antiinfiammatoria).
-un’azione fibrinolitica e trofica sul tessuto cicatriziale (riassorbimento di ematomi, eliminazione di tenui calcificazioni, stimolazione della guarigione dei tessuti)
Numero di sedute:
varia dalle 5 alle 20 e piu’, in cicli ripetibili, a seconda della gravita’ dell’affezione.
Indicazioni:
-come analgesico e antiflogistico in molte affezioni muscolo-scheletriche (es: periartriti scapolo-omerali anche se sono presenti calcificazioni, periostiti)
-in tutti i processi di tipo infiammatorio, specialmente tendiniti (EPICONDLITI), borsiti , entesiti, capsuliti,
-per diminuire le rigidità articolari
– su tessuti cicatriziali ipertrofici , di nuova o vecchia formazione, al fine di migliorare cheloidi e aderenze
– su contratture muscolari
– patologie artrosiche(vertebrale, anca, ginocchio, ecc.)
– morbo di Dupuytren
– in presenza di ematomi organizzati.
Controindicazioni:
presenza di neolplasie
cardiopatie gravi e portatori di pacemaker
eta’ infantile,
osteoporosi grave,
flebiti in fase acuta.
Evitare inoltre trattamenti localizzati su :
-zone protesizzate o mezzi di sintesi metalliche
-in vicinanza o sull’area cardiaca
-in vicinanza di organi sessuali
-su tessuti specializzati (ad esempio cartilagini di accrescimento del bambino, in corrispondenza dell’ovaio, ecc.)
– zone cutanee infiammate acutamente(flogosi in atto)
Attenzione!
Possono verificarsi ustioni se la dose erogata è eccessiva.
Elettrostimolazioni (Complex)
Premessa: L’applicazione di corrente elettrica a scopi terapeutici o ai fini di ricerca sul funzionamento del corpo umano ha subito un’accelerazione esponenziale nel corso dei secoli.
Da una scoperta fortuita nell’antichità, con un’applicazione di scariche elettriche prodotte da particolari specie di pesci, passando per i lavori sperimentali di Galvani sullo studio del sistema nervoso verso la fine del XVIII secolo; tuttavia è solo a partire dalla seconda metà del XIX secolo che, grazie agli incessanti progressi tecnologici, si è sviluppata l’elettroterapia.
È soltanto all’inizio degli anni Ottanta che la storia dell’elettroterapia diventa razionale e ciò grazie alla combinazione delle nuove conoscenze della fisiologia e della tecnologia Una volta compresi gli effetti di base dell’elettricità applicata sui tessuti vivi, le uniche correnti che sarebbero state utilizzate oggi sono quelle che garantiscono una sicurezza assoluta per il paziente, il massimo comfort e quindi un’efficacia ottimale. È in questo contesto, e grazie all’impegno della società Compex, che durante gli ultimi venti anni l’elettroterapia ha avuto uno sviluppo considerevole.
ElettroTerapia
L’elettroterapia è la terapia fisica che si basa sull’utilizzo degli effetti biologici ottenuti dall’energia elettrica a scopo terapeutico; consiste in correnti elettriche che vengono fatte passare attraverso la parte del corpo interessata avendo avuto cura di sceglierle con determinate caratteristiche idonee agli scopi da raggiungere.
Esistono diverse forme di energia elettrica utilizzabili a fini terapeutici, in base alle caratteristiche di ampiezza d’onda, andamento, direzione e intensità ciascuna di esse avrà applicazioni differenti, ma in generale gli effetti dell’elettroterapia si possono riassumere in:
– azione eccitomotoria (elettrostimolazione muscolare)
– azione analgesica (TENS, correnti diadinamiche)
– azione trofica e vasomotoria (corrente galvanica, che sta alla base della ionoforesi)
Indicazioni:
-come eccitomotrice dei muscoli ipotonici o colpiti da lesioni nervose periferiche,
-come vasomotore nei disturbi dei tessuti degenerati a livello periferico,
-come antinfiammatorio per introduzione per cutanea di medicamenti (ionoforesi) in tutte le patologie artro-reumatiche e infiammatorie dell’apparato scheletrico, muscolare, nervoso periferico,
-come analgesico in tutte le affezioni muscolari o articolari, dolorose e nervose (nevriti) e le radicoliti (es:lombo sciatalgia, cruralgia, cervicobrachialgia etc.)
Controindicazioni:
Sono limitate. Le correnti a spiccato effetto eccitomotore vanno sconsigliate nelle paralisi spastiche o in casi di intolleranza o reazione allergica accertata alla corrente stessa.
E’ sconsigliata per pazienti portatori di pace-maker e donne in gravidanza.
Una controindicazione relativa è posta dalla presenza di oggetti metallici nel campo da trattare;
è inoltre da evitare l’interposizione degli elettrodi in zone con bypass e in soggetti con grave cardiopatia,
Le correnti più frequentemente usate in terapia si dividono in CORRENTE CONTINUA e CORRENTE VARIABILE .
CORRENTE CONTINUA
Corrente galvanica
E’ una corrente continua, unidirezionale ad intensità costante.
E’ utilizzata soprattutto come ionoforesi: possibilità di far penetrare attraverso la cute (follicoli piliferi e dotti ghiandolari della cute) dei farmaci, sfruttando la dissociazione elettrolitica del farmaco e la sua migrazione da un polo elettrico all’altro.
Principio d’azione
– effetto trofico (vasodilatazione e attivazione del metabolismo cellulare)
– effetto analgesico (attraverso la variazione dell’eccitabilità dei nervi)
Indicazioni
Trattamento di patologie articolari e periarticolari
Controindicazioni
– pacemaker
– mezzi di sintesi metallici (utilizzati ad esempio nella consolidazione chirurgica delle fratture)
– patologie cutanee superficiali
Attenzione!
Utilizzare elettrodi ben imbottiti e bagnati (spugne).
Si possono verificare reazioni allergiche legate all’uso del farmaco.
CORRENTE VARIABILE
Per quanto riguardo le correnti variabili, esse possono essere divise in 2 grandi gruppi a seconda dello scopo con cui vengono impiegate:
– correnti eccito motorie
.-correnti con effetto antalgico (correnti diadinamiche e TENS).
CORRENTI ECCITOMOTORIE
Sono correnti variabili sfruttate per ottenere contrazioni muscolari e quindi utilizzate sia per la stimolazione delle fibre muscolari innervate, sia per quelle denervate:
-sul muscolo denervato o parzialmente innervato al fine di stimolarlo e mantenerne il più possibile il trofismo ;
-sul muscolo normoinnervato per il potenziamento muscolare o per ridurre l’ipotrofia dovuto al non uso.
Elettrostimolazione neuromuscolare: Per dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che l’elettroterapia non è un gioco, va ricordato che oggi è una tecnica riconosciuta il cui insegnamento è obbligatorio per gli studenti che vogliono conseguire il diploma di massofisioterapista e fisiokinesiterapista (la cui formazione è regolata dal Decreto legislativo 502/92 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 7 gennaio 1994 n. 4) La neurostimolazione è una tecnica che consiste nella stimolazione di potenziali di azione a livello delle cellule nervose. La differenza di potenziale a livello della membrana della cellula nervosa è pari a un valore medio di -70 mV ed è dovuta alla differenza della concentrazione ionica intra ed extra cellulare.
Per eccitare la membrana della fibra nervosa, vale a dire provocare la comparsa di un potenziale di azione sulla superficie, è sufficiente modificare il potenziale di riposo fino a un determinato valore soglia, in media pari a – 50 mV. Raggiunto questo valore soglia, la membrana passa dallo stato di riposo a quello di attività.
Si manifesta un potenziale d’azione che si sposta lungo la fibra nervosa verso le strutture muscolari periferiche per ordinare una risposta meccanica oppure verso le strutture nervose centrali per trasmettere loro delle informazioni sensitive. L’impulso ottimale in neurostimolazione deve soddisfare queste due regole:
-Trasmettere la quantità di carica elettrica necessaria per innescare un potenziale d’azione (modifica del potenziale di riposo fino al valore di soglia) -Ma trasmettere unicamente quella quantità di carica elettrica che possa essere applicata in piena sicurezza e con il massimo comfort di utilizzo.
MODALITà DI APPLICAZIONE
Di prassi viene usato un elettrodo collegato ad un polo positivo e un elettrodo di minori dimensioni collegato ad un polo negativo posto nel punto motore del muscolo da trattare.
Lo stimolo del muscolo tramite l’elettroterapia a correnti eccitomotorie si rivela efficace se la corrente è sufficientemente intensa, se la variazione di intensità è rapida e se l’azione avviene per un certo tempo secondo rapporti ben definiti.
Inoltre è molto importante che il paziente venga bene educato all’uso degli apparecchi di elettroterapia in quanto è fondamentale la sua collaborazione nell’esecuzione del gesto motorio durante la seduta.
In particolare, nel nostro centro utilizziamo apparecchi COMPEX (apparecchio generatore di corrente costante): essi sono dotati di programmi differenziati per il trattamento delle amiotrofie, il rafforzamento muscolare, le tens, i programmi decontratturanti, endorfinici, denervati e programmi specifici per il condizionamento sportivo.
CORRENTE DIADINAMICA
E’ una corrente unidirezionale ed emisinusoidale a bassa frequenza.
Principio d’azione
Stimola la cute e i piani sottostanti con diversi patterns di impulsi elettrici creando effetti diversi (a seconda della frequenza di stimolazione):
– effetto antalgico e miorilassante
– effetto trofico ed eccitomotorio
Indicazioni
– tendiniti, borsiti, periartriti ecc.
– postumi dolorosi di traumi articolari e artropatie acute e croniche (trattamento dell’edema, stimolazione del tessuto connettivo, dolore muscolare e radicolare, algodistrofie riflesse, ecc.)
Controindicazioni
– pace-maker cardiaci
– patologie cutanee (dermatiti, soluzioni di continuo della cute, ecc.)
– mezzi di sintesi ossea metallici
TENS Transcutaneous electrical nerve stimulation
Elettroterapia antalgica: Il dolore fisico è un sintomo provocato da una lesione, un’alterazione o un cattivo funzionamento di una parte del nostro organismo. Negli ultimi anni, l’approccio al dolore da parte del personale medico è considerevolmente cambiato. Pur essendo sempre cruciale trattare la causa del dolore, è importante anche dare sollievo o fare scomparire il dolore per migliorare la qualità della vita dei pazienti. Ed è proprio questo miglioramento della qualità della vita che è diventato uno degli obiettivi prioritari di ogni terapia medica.
Programmi tipo TENS: Nel 1965, Melzack e Wall furono i primi a dimostrare interesse per l’utilizzo dell’elettricità per alleviare il dolore, facendo riferimento ai progressi della conoscenza fisiologica relativa al tragitto midollare delle informazioni sensitive. La teoria fisiologica che ne risulta è stata descritta dagli autori con la denominazione di: Gate Control (si veda la definizione nel glossario)
Da allora, questo tipo di trattamento è conosciuto con il termine di TENS (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation) oppure Gate Control.Si tratta di un metodo ampiamente riconosciuto e applicato nel settore medico. Lo scopo di questo tipo di stimolazione è sollecitare le fibre nervose afferenti della sensibilità tattile (le fibre Aβ). Questa eccitazione delle fibre Aβ trasmette quindi numerose informazioni di ritorno verso il corno posteriore del midollo spinale e blocca o limita quindi la comunicazione dei segnali nocicettivi che utilizzano fisiologicamente la stessa via d’ingresso (stessa porta) midollare.
È possibile osservare questo effetto quando, per riflesso, dopo un trauma si sfrega istintivamente la zona dolorante. La stimolazione meccanica dei ricettori tattili dell’area dolorante trasmette informazioni di questo tipo di sensibilità al corno posteriore del midollo spinale a scapito delle informazioni nocicettive che si vedono chiudere la loro porta d’ingresso midollare (Gate Control).
L’Elettrostimolazione nervosa transcutanea o letteralmente Transcutaneus electrical nerve stimulation è’ una corrente rettangolare a bassa frequenza che, agendo a livello dei nervi periferici, riesce ad ottenere una sensibile diminuizione della sintomatologia dolorosa.
E’ per questo motivo, quindi, che questa corrente svolge un’azione prevalentemente antalgica: se gli impulsi sono di breve durata e a maggior frequenza l’analgesia è a insorgenza rapida ma di breve durata, se gli impulsi sono di lunga durata e a più bassa frequenza l’analgesia insorge più lentamente ma dura più a lungo.
EFFETTI BIOLOGICI
Gli effetti generati dalla TENS possono essere così riassunti:
– inibizione della trasmissione nocicettiva
– liberazione di endorfine
-modificazione dell’eccitabilita’ periferica con un conseguente innalzamento della soglia del dolore.
INDICAZIONI
– sindromi algiche radicolari (cervicalgie, brachialgie,lombalgie, sciatalgie, , dolore del moncone d’amputazione)
– affezioni muscolari o articolari localizzate, dolorose e nervose (nevriti) e radicoliti, dolore acuto post-operatorio
CONTROINDICAZIONI
– presenza di pace-maker cardiaci
– gravidanza
– uso in prossimità della zona cardiaca o in soggetti con turbe del ritmo cardiaco.
-Gli elettrodi non vanno mai posizionati sopra FERITE , PIAGHE , o in zone di ALTERATA SENSIBILITA’ .
-E’ sconsigliato l’utilizzo della stimolazione sulla parte ANTERIORE del COLLO , per la possibilità di evocare uno spasmo laringeo.
IONOFORESI (Ionoforesi elettroterapia)
Elettroterapia ionoforesi è un tipo di elettroterapia antalgica e antiinfiammatoria che usa la corrente continua unidirezionale (VEDI CORRENTE GALVANICA) al fine di far assorbire tramite la pelle piccolissime particelle attive di un farmaco allo stato ionico, evitando così di iniettare i medicinali attraverso aghi ma utilizzando, appunto, lo stato di ione del medicinale stesso senza provocare dolore.
La corrente veicola gli ioni medicamentosi verso l’elettrodo di polo opposto. Gli ioni farmaceutici trovano il canale di passaggio attraverso i dotti piliferi e le ghiandole sudoripare.
Nel derma profondo parte degli ioni vanno nel circolo capillare mentre la restante parte legandosi alle proteine si accumula in depositi attivi a lenta cessione.
La ionoforesi viene fatta con un apparecchio che ha due elettrodi (uno positivo e l’altro negativo) di gomma speciale conduttiva con cui viene dato il farmaco scelto per la terapia.
Il medicinale, che si trova in soluzione, viene distribuito su apposite spugnette assorbenti che rivestono gli elettrodi, i quali vengono poi posizionati “a ponte” in corrispondenza della zona da trattare.
Il trattamento vero e proprio inizia accendendo l’apparecchio che tramite la corrente trasporterà gli ioni del farmaco attraverso la parte interessata.
I vantaggi della ionoforesi sono diversi in quanto permettono di introdurre nell’organismo, direttamente nella zona da trattare, sostanze “pure” assolutamente senza dolore e senza apportare alcun danno ad altri organi, permette agli ioni di legarsi a determinate proteine con la conseguenza di aumentare il tempo di permanenza in circolo della sostanza medicinale, migliora il trofismo dei tessuti superficiali e profondi iperpolarizza le terminazioni nervose, elevando la soglia di eccitabilità, e quindi produce un elevato effetto antalgico.
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INDICAZIONI
La ionoforesi è indicata per tutte le affezioni flogistiche articolari, e, in modo particolare, per la cura dell’artrosi e dell’artrite.
INDICAZIONE:
– ARTRITI
– NEURITI
– ARTROSI
– BORSITI
– MIOSITI
– TENDINITI
– OSTEOPOROSI ( ionoforesi calcica )
– PERIARTRITI
– ENTESOPATIE CON COMPONENTE FLOGISTICA
CONTROINDICAZIONI:
– PORTATORI DI PACE-MAKER
– IPERSENSIBILITA’ VERSO I FARMACI USATI
– ULCERA GASTRICA O DUODENALE
– DERMATITI
– FERITE
– ABRASIONI
– IPOESTESIA CUTANEA
– VARICI O ULCERE CUTANEE
– CARDIOPATIE GRAVI
– GRAVI STATI ANSIOSI
– OSTEOSINTESI
FARMACI CORRENTEMENTE USATI:
( molecole polarizzate)
SALICILATI ( Flectadol)
BENZIDAMINA (Tantum)
DICLOFENAC ( Voltaren, Dicloreum )
PIROXICAM ( Feldene , Riacen , Cicladol)
KETOROLAC ( Tora-dol , Lexidol)
SOLUZIONI CALCICHE , etc.
N.B.: Evitare l’uso di farmaci anfoteri e non specificamente indicati per l’uso ionoforetico
Tens
Tens è l’acronimo di Transcutaneous Electrical Nerve Stimulator, che in italiano significa “stimolatore elettrico transcutaneo dei nervi”.
La TENS consiste nell’applicazione sulla cute di lievi impulsi elettrici, che attivano
fibre nervose di grosso diametro riducendo la percezione del dolore .
Questo fenomeno prende il nome di “Gate Control” e si basa sulla teoria che stimolando elettricamente queste fibre nervose si va a “chiudere il cancello” alla trasmissione del dolore poiché al cervello arriva prima la percezione della stimolazione elettrica.
La teoria del controllo a cancello spiega la diminuzione della sensazione dolorifica prodotta dalla TENS e descrive come i segnali afferenti al midollo spinale possano influenzare la percezione del dolore. L’effetto terapeutico della TENS è da attribuire anche all’intervento di altri fattori, come la liberazione di neuropeptidi, tra cui le endorfine.
Come funziona la TENS
La TENS implica il passaggio di corrente elettrica a bassa tensione attraverso la pelle, allo scopo di stimolare alcune specifiche fibre nervose. Un generatore elettrico (unità di alimentazione o stimolatore) viene utilizzato per erogare impulsi indolori, i quali dovrebbero essere percepiti dal paziente come una sensazione di formicolio. Un tipico stimolatore TENS è in grado di modulare l’ampiezza dell’impulso, la sua frequenza e l’intensità. Generalmente, la corrente elettrica viene applicata ad alta frequenza (> 50 Hz), con un’intensità sensoriale o a bassa frequenza (<10 Hz), con una intensità che produce contrazione motoria. L’unità di alimentazione è collegata a livello cutaneo nella zona da trattare mediante due o più elettrodi, applicati alla pelle con cerotti adesivi riutilizzabili. Gli impulsi consentono di bloccare o ridurre i segnali di dolore che raggiungono midollo spinale e cervello, e possono potenzialmente alleviare gli spasmi muscolari e altri sintomi dolorosi.
Basse frequenze di corrente elettrica sono utilizzate anche per stimolare l’organismo a rilasciare neuropeptidi ed altri mediatori chimici (come encefaline, endorfine, oppiacei, sostanza P ecc.), che influenzano il modo in cui lo stimolo doloroso è percepito e trasmesso.
La frequenza, l’intensità ed il sito di applicazione del trattamento dipendono dalla condizione specifica e dagli obiettivi terapeutici, e rappresentano i parametri fondamentali da considerare per ottenere effetti ottimali durante e dopo la stimolazione elettrica. Di conseguenza, gli elettrodi possono essere collocati in varie regioni del corpo. Generalmente, quando l’unità di alimentazione è accesa, gli effetti sul dolore si registrano indicativamente dopo circa 40 minuti.
Indicazioni della Tens
La TENS è indicata in numerose patologie, le principali fra queste sono
• lombosciatalgie e cervicobrachialgie
• algie da neuropatia periferica
• algie postraumatiche
• epicondilite, epitrocleite, tendiniti
• cervicalgie, lombalgie, dorsalgie etc.
Controindicazioni della TENS
l’uso della TENS nella Terapia del Dolore non presenta particolari controindicazioni o effetti collaterali, se non in pazienti nelle seguenti situazioni:
• portatori di Stimolatori Cardiaci e donne in stato di Gravidanza o Allattamento;
• particolare attenzione deve essere posta in soggetti con turbe del Ritmo Cardiaco;
• gli elettrodi non vanno mai posizionati sopra Ferite, Piaghe o in zone di alterata sensibilità;
• è sconsigliato l’utilizzo della stimolazione sulla parte anteriore del Collo, per la possibilità di evocare uno spasmo laringeo.
InterX
InterX 5002 è l’ultima generazione di strumenti per la neurostimolazione interattiva prodotto da Neuro Resource Group e distribuito in esclusive per l’Italia da Enermedica S.r.l. specificatamente per gli specialisti della riabilitazione e della medicina dello sport (fisioterapisti, medici dello sport, fisiatri, ortopedici, neurologi, osteopati, chiropratici).
La tecnologia interattiva è combinata ad una nuova interfaccia per l’utilizzatore, che permette l’accesso immediato a dei programmi preimpostati di trattamento per un gamma completa di patologie.
Il nuovo display grafico consente una scelta facile e veloce delle opzioni di trattamento tra patologie croniche ed acute.
Strumento con capacità diagnostiche oltre che terapeutiche e riabilitative, ha la capacità di leggere “il livello di attività in corso” (Activity Reading AR), attraverso la registrazione di valori oggettivi rilevati a livello cutaneo. Leggendo l’impedenza della cute, InterX infatti indica i punti di trattamento ideali e che permettono di ottenere i migliori risultati attraverso un trattamento specifico estremamente efficace.
InterX 5002 grazie alla sua neurostimolazione interattiva, che agisce in costante biofeedback, garantisce una terapia non invasiva e non farmacologica di sorprendente impatto attraverso applicazioni molto semplici ponendolo all’avanguardia nelle applicazioni elettromedicali.
Portatile ed alimentato a batteria, InterX è la soluzione perfetta per:
Gestione del dolore associato alle problematiche muscolari sia croniche che Acute, assolutamente da non confondere con l’elettroterapia tradizionale.
Gestione e recupero Post-chirurgico ortopedico e neurologico
Recupero post traumatico e soluzione del condizionamento muscolare
Gestione della traumatologia sportiva e clinicae del ricondizionamento e rieducazione muscolare
Riabilitazione, anche in sinergia con la terapia fisica ed altre terapie strumentali
Terapia del dolore – sia in presenza di sindromi dolorose acute che croniche e/o complesse
L’utilizzo di InterX® offfre uno spettro vastissimo di applicazioni
Gli strumenti InterX® ed i loro acessori trovano applicazione in una vasta gamma di sindromi cliniche che vanno dalla traumatologia acuta alla riabilitazione post-operatoria, al trattamento delle patologie croniche, tra cui:
emicrania
cervicalgia e dolore cervicale
mal di collo, mal di spalla e spalla congelata, mal di schiena
epicondilite (gomito del tennista)
epitrocleite
sindrome del tunnel carpale
cuffia dei rotatori
artrosi, artrosi cervicale e del ginocchio, artrite, osteoartrite
sindromi del sovraspinoso
gonoartrosi, spondilosi e rizoartrosi
rottura dei legamenti (ginocchio, caviglia e legamenti crociati)
tendinite
lombalgia acuta e cronica, sciatalgia e lombosciatalgia
frattura del femore
protesi
fascite plantare
ernia del disco, cervicale e toracica
scoliosi
fibromialgia
dolore dell’arto fantasma
trattamento post ictus
reumatismi
acuzie di varia natura e dolore acuto e cronico
algie e algia pelvica
borsite
crampi e spasmi
dolore dell’anca, del braccio e del ginocchio
dolore muscolare, lombare, neurologico e del piede e,in generale per ogni tipo di dolore post operatorio e post traumatico
sciatica
sinovite
strappi e stiramenti muscolari
lesioni parziali tendino-legamentose
dorsalgie
patologie muscolo-scheletriche
ematomi e contusioni
blocco della spalla
neuropatie
discopatie
problemi della colonna vertebrale
problemi di contrazione
Biofeedback Elettromiografico
– favorirne la distensione ed il rilassamento.
-aiutare il paziente a reclutare in modo selettivo solo il muscolo preso in esame.
-facilitare il recupero neuromotorio in caso di paresi del sistema nervoso periferico (soprattutto in caso di paresi del faciale)
In questo caso il parametro monitorato (tono muscolare) non appartiene all’insieme delle attivita’ mediate dal sistema nervoso autonomo, ma ricade più sotto il controllo diretto della volonta’, quindi il paziente può essere portato ad “apprendere” ed acquisire una maggior capacità di gestione dell’attività muscolare.
Dal punto di vista fisiologico, l’elettromiogramma misura il livello di scarica delle fibre nervose motorie che innervano il muscolo.
Tale livello, espresso in microvolts, e’ strettamente correlato al tono del muscolo. Un muscolo rilassato genera un segnale non superiore a 2 – 3 microvolts, mentre se c’e tensione il valore rilevato puo’ essere di 10 oppure 20 o 30 microvolts in modo continuo.
Per quanto riguarda gli impieghi clinici, essi sono principalmente due: le tecniche di riabilitazione neuromuscolare dopo traumi, e le tecniche di rilassamento.
COME FUNZIONA
Vengono applicati tre piccoli elettrodi, 2 sui punti motori del muscolo da trattare, un terzo dislocato più lontano, a far massa; gli elettrodi sono collegati all’apparecchio che registra l’attività del muscolo quando questo viene attivato. Si richiede al paziente una prima contrazione attiva del muscolo, alla massima potenza e durata, in modo tale da “tarare” l’apparecchio, seguite poi da altre contrazioni a cadenza regolare. L’attività del muscolo preso in esame verrà rilevata dallo strumento e tramutata in un segnale,il quale, amplificato e trasformato in display con un led acustico e/o visivo, fornisce indicazioni al paziente riguardo al proprio tono muscolare e lo rende consapevole della contrazione.
Ogni seduta richiede molta concentrazione da parte del paziente, che in genere si affatica molto, quindi occorre proporre sedute brevi, con una cadenza di 2 o 3 volte a settimana
Nel caso di paresi del faciale i muscoli più interessati da questo tipo di trattamento saranno tutti quelli responsabili della mimica facciale, per il trattamento delle sindromi femoro-rotulee si porrà l’attenzione al reclutamento del vasto mediale del quadricipite femorale, che di solito risulta più debole e iposviluppato.
Può risultare utile associare alla richiesta di contrazione del muscolo in esame un esercizio da far eseguire al paziente, così da rendere il gesto finalizzato e, quindi, più facilmente eseguibile (per esempio: aggrottare la fronte, sorridere o soffiare in caso di paresi del faciale, oppure elevare l’arto inferiore extra ruotato o simulare di salire un gradino, per il reclutamento del vasto mediale).
Magnetoterapia
E’ un trattamento convalidato da anni di studi e ricerche scientifiche e, da lungo tempo, diffuso per curare diversi disturbi. Negli ultimi anni, inoltre, ha preso sempre più piede il ricorso a particolari campi magnetici, i cosiddetti campi magnetici pulsati.
Dopo anni di sperimentazioni nel settore scientifico e chimico si è giunti a confermare che l’impiego dei campi magnetici pulsati a bassa frequenza sono un ottimo strumento terapeutico per vari tipi di patologie, poiché si differenziano da quelli tradizionali, avendo un andamento ciclico variabile anziché fisso. Proprio grazie a questa loro caratteristica sono risultati molto efficaci.
E’ stato dimostrato anche che l’effetto della magnetoterapia è in relazione con il tempo di applicazione di questa, per questo motivo si tende sempre più nel fornire al paziente un apparecchio per l’uso domiciliare, in modo che le sedute siano il più lunghe possibili (anche diverse ore).
Effetti:
– attiva e accelera tutti i fenomeni riparatori, qualunque sia la natura dei tessuti trattati, con un effetto antiedemigeno, antinfiammatorio, antidolorifico, senza nessun effetto negativo;
-riduce il gonfiore e stimola della riparazione dei tessuti;
-migliora lo stato di salute generale e potenzia il sistema immunitario dell’organismo.
I risultati raggiunti permangono per lungo tempo.
Durante le prime sedute si possono avere fenomeni di aumento del dolore.
Numero di sedute:
senza limiti di frequenza.
Indicazioni:
è particolarmente efficace nella patologia ossea (fratture, ritardi di consolidazione, pseudo-artrosi, distorsioni, osteomieliti, affezioni osteo-articolari, osteoporosi).
E’ altresi’ efficace nelle patologie vascolari e dermatologiche (algodistrofie, ulcere, piaghe, ferite chirurgiche e traumatiche, ustioni, psoriasi, herpes zoster, ecc…), oltre che in tutte le patologie di tipo degenerativo.
L’applicazione è efficace sul gesso, su medicazioni, in fase acuta della malattia, è applicabile su protesi ed altri mezzi di sintesi inseriti nel corpo umano.
Controindicazioni:
nessuna.
Per somma prudenza se ne sconsiglia l’impiego ai portatori di pacemaker, in gravidanza, nella prima infanzia, nelle emorragie e tromboflebiti in atto
Onde d’Urto
1. effetto diretto dell’impulso sul tessuto nella zona bersaglio, ed in associazione ai fenomeni di riflessione, più accentuati nei punti di passaggio tra tessuti molli (tendini, muscoli) e tessuti più compatti (ossa e formazioni calcifica).
2. effetto indiretto di “cavitazione” provocato dalla depressione susseguente l’impulso, che supera le caratteristiche elastiche del tessuto. La conseguenza di questi due effetti è un aumento della vascolarizzazione nella zona colpita, per la stimolazione da parte degli impulsi sulle fibre simpatiche. Tutto ciò porta ad una rimozione dei fattori infiammatori con il rilascio di sostanze che stimolano la formazione di nuovi vasi (neoangiogenesi).
